Il Comitato «No all’inutile e pericolosa iniziativa dell’MPS», in attesa della conferenza stampa in cui verrà presentato e in cui saranno esposti tutti i suoi argomenti, ha preso atto con grande stupore delle argomentazioni che in data odierna sono state presentate dagli iniziativisti di sinistra ed estrema sinistra. Secondo essi, infatti, l’obbligo di depositare tutti i contratti di lavoro in essere – creando di fatto un nuovo ufficio cantonale come “Grande fratello” – ridurrebbe il rischio di dumping salariale e addirittura la disparità salariale tra donne e uomini. Il Comitato contrario alla pericolosissima iniziativa – che creerebbe una prima in Svizzera e forse in tutto il mondo – è preoccupato per le affermazioni totalmente estranee alla realtà presentate dai rappresentanti MPS e gli altri attori.
No all’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora!”: costosa, inefficace e inutile per i salari
L’iniziativa popolare legislativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!” verrà sottoposta al voto l’8 marzo 2026 e non garantisce alcun aumento dei salari, imponendo invece un apparato amministrativo sproporzionato, costoso e dannoso per il tessuto economico cantonale e i posti di lavoro. Non da ultimo, il ruolo dei partner sociali, che già oggi verificano le condizioni del mercato del lavoro nella Commissione tripartita cantonale, nelle commissioni paritetiche di controllo e nei contratti collettivi, sarà indebolito a favore di una statalizzazione estrema dei controlli.
Nessun aumento dei salari
L’iniziativa non modifica i salari minimi, non introduce nuove tutele economiche e non interviene sui livelli retributivi reali. Propone solo controlli massicci e raccolte dati senza collegamento diretto con misure capaci di aumentare concretamente i salari.
Costi fuori controllo a carico dello Stato
Per attuare quanto richiesto, il Cantone sarebbe costretto assumere 166 nuove unità di personale ispettivo, con una spesa superiore ai 18,5 milioni di franchi all’anno. A questa cifra vanno aggiunti i costi di logistica, supporto amministrativo e infrastrutture digitali. Una simile espansione della macchina statale è semplicemente insostenibile per le finanze cantonali, attualmente sotto pressione.
Il sistema di controlli già oggi più intenso di tutta la Svizzera
Il Ticino controlla già oggi il 30 % delle aziende, contro una media nazionale del 3–5%. I dati dimostrano che le infrazioni sul salario minimo sono poche e quasi sempre legate a errori tecnici. L’iniziativa ignora questa realtà e impone un sistema di sorveglianza che non corrisponde ai bisogni effettivi del mercato del lavoro e soprattutto che non avrebbero alcun impatto sulle condizioni di lavoro dei collaboratori. Il sistema proposto dall’iniziativa è tanto più eccessivo ed inutile in quanto imporrebbe verifiche sistematiche ed indifferenziate in tutti i settori economici e non solo in quelli a rischio di dumping.
Questa iniziativa non migliora i salari, non rafforza i diritti dei lavoratori e rischia di mettere in pericolo i posti di lavoro esistenti, causando un onere burocratico sproporzionato per le aziende ticinesi, per rapporto a quelle concorrenti. Una regolamentazione così invasiva penalizzerebbe infatti il Ticino dal punto di vista dell’attrattività, mettendo in pericolo investimenti ed impieghi. Gli unici attori ad approfittare di un assurdo quanto inutile nuovo apparato burocratico sarebbero i 166 nuovi funzionari da assumere.
Per queste ragioni, invitiamo le cittadine e i cittadini ticinesi a respingere con decisione l’iniziativa il prossimo 8 marzo.
A proposito del Comitato «No all’inutile e pericolosa iniziativa dell’MPS»
Il Comitato «No all’inutile e pericolosa iniziativa dell’MPS» comprenderà rappresentati dei partiti che in fase parlamentare si sono espressi contrari all’iniziativa. Ricordiamo che si erano opposti all’iniziativa MPS Gran Consiglieri del PLR, UDC, Lega, Il Centro, Avanti e Helvetica. Oltre alla maggioranza del Parlamento, raccomanda di votare NO anche il Consiglio di Stato. Il Comitato «No all’inutile e pericolosa iniziativa dell’MPS» presenterà ai media le proprie argomentazioni il prossimo 5 febbraio 2026.
